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13/05/17

Eurovision / Eurowizja




Poco tempo fa abbiamo parlato di Sanremo, ora è il turno dell''Eurovision (un tempo noto in Italia come Eurofestival).
Devo felicemente notare che anno dopo anno questo evento ce lo caghiamo sempre più (sia perché dal 2011 abbiamo ripreso a parteciparvi, sia perché abbiamo cominciato a cagare i canali oltre il numero 7 della TV e del digitale terrestre, sia perché grazie a internet YouTube e RaiPlay abbiamo sempre più contenuti accessibili "on demand").
Come spiegavo alla Maja qualche mese fa, noi all'Eurovision di solito ci mandiamo il vincitore di Sanremo... il problema è che mentre Sanremo rappresentava la musica italiana (e forse dovrebbe ancora rappresentarla... o no?) l'Eurovision è una kermesse molto più dichiaratamente fine a sé stessa, e quindi spesso capita che il vincitore di Sanremo abdichi in favore del secondo.
Il problema è che poi spesso arriviamo in finale con canzoni cantante in italiano (o con parti tradotte in inglese che non suonano benissimo) e si fermano lì, restando indietro in classifica e senza sfondare in nessun altro mercato europeo che non sia l'unico italofono: quello italiano.
Quest'anno con Francesco Gabbani abbiamo qualche possibilità: tuttavia, la canzone è stata rimaneggiata poco e non benissimo... insomma, ha sprecato un matchpoint: c'era il balletto, c'era la scimmia, c'era una buona base pop bella solare (molto stile Eurovision), c'erano delle belle parole internazionali inglese e latine... bastava un tocco in più e la vittoria era certa.
Così, non lo so: ma dato il livello medio, potrebbe vincere comunque.
Per il resto... come ho già scritto, noi italiani non riusciamo a tifare per uno messo lì da altri che non abbiamo votato direttamente dal quale non ci sentiamo rappresentati (esattamente come in politica), a differenza evidentemente degli altri paesi europei.
Si sa, noi italiani non siamo molto patriottici... e comunque l'Eurovision da sempre assomiglia più a X-Factor che a un vero festival musicale: i brani sono quasi tutti dello stesso genere pop, se c'è qualche mezza eccezione viene subito etichettata a "macchietta" (come Il Volo... lì, altro che macchietta, era proprio da buttare tutta la giacca) e la cosa che sopporto meno sono "i tavolini" dove l'interprete del brano insieme ai suoi amici sventolano la propria bandiera.
Il tutto circondato da questo clima di amore, pace, serenità, positività, di evviva l'Europa evviva il mondo mentre il Regno Unito è in gara (che è composto da 4 nazioni diverse e comunque uscirà dalla UE), c'è l'Australia che non c'entra niente (presente su invito, stile Coppa America di calcio) ma manca la Russia, visto che siamo in Ucraina, e a loro non andava giù questa cosa, alla faccia del tarallucci e vino che volevano propinarci.
Da noi in Italia le semifinali sono andate in onda su Rai4, la finale andrà in onda stasera (sabato 13/5, ore 21, Rai1) con il commento in voiceover di Flavio Insinna e Federico Russo, esattamente come le messe del Papa e i matrimoni dei Reali d'Inghilterra (solo che lì c'è Caprarica, e da solo vale l'ascolto).

Vabbè, a sto giro allora #ForzaGabbani ma soprattutto FORZA LA POLACCA (Kasia Moś, che in video sembra abbia quarantanni, e invece ho controllato e in realtà sono solo trenta e portati benissimo).



- Atti -


Ok, całkiem niedawno pisaliśmy o Sanremo. Teraz czas na Eurowizję. Zacznę od tego, że ja nawet nie za bardzo wiedziałam, kiedy to jest w tym roku. W sumie już od wielu lat nie wiem. W podstawówce moją jedyną rozrywką były 2 kanały w telewizji i Eurowizja - wyczekiwałam na nią miesiącami, bo nie mając internetu, nie miałam innego dostępu do muzyki. Ok, miałam radio, ale wiadomo, TV fajniejsze, teledyski i te sprawy :D Na szczęście Enrico pokazał mi swój kalendarz w telefonie i mówi "patrz, Eurowizja! zaznaczyłem w kalendarzu, kiedy jest, tego dnia gra Polska, ale w sumie to sobie obejrzysz w internecie, bo tego samego dnia gra Juventus". Ok, ale rozumiem, że chciał dobrze i doceniam mimo wszystko :)

Jak już mecz się skończył, przełączyliśmy na Eurowizję. Enrico ocenił, które PIOSENKARKI mają przejsć dalej, a które nie. Oczywiście Polka miała przejść. I przeszła. Przy okazji zastanawialiśmy się, co robi Australia w EUROwizji... ("a Cypr? Cypr jest nikomu niepotrzebny!").
No i naszła nas też refleksja - co z językiem? Z jednej strony, fajna sprawa śpiewać w swoim języku -  w końcu to ma być reprezentacja kraju! Ale z drugiej nikt nic nie zrozumie... Z trzeciej strony (jak się bawić, to się bawić!) Eurowizja to już nie jest konkurs piosenki a konkurs na "kto zrobi lepsze show". 

Ogólnie zdania są podzielone. Widziałam teorię, mówiącą, że lepiej zaśpiewać w ojczystym języku. "Bo Edyta Górniak...". Ok, ale to był pierwszy występ Polski na Eurowizji, więc wg mnie to drugie miejsce to było "na zachętę", a nie "bo po polsku". Mi osobiście podobała się opcja Cleo i Donatana. Po pierwszy ah ten patriotyzm, po drugie - zachowany język polski, i dorzucony angielski, żeby się dało choć część zrozumieć. Enrico też się podobało. No dobra, teledysk mu się podobał :D 
Ponoć we Włoszech też tak robią. Ale Gabbani teraz tak nie zrobił. I co z tego, jak i tak się każdym podoba (ah ta małpa). Nawet na facebookowym wallu u znajomej z Polski widziałam Francesco :D 
Cóż, ogólnie Eurowizja - jak już wspomnialam - stała się wielkim show, które jednak już za bardzo mnie nie kręci. Zobojętniałam i przestałam rozumieć ten fenomen. Może dlatego, że widziałam zbyt dużo piosenek "imprezowych", które poszły na Eurowizję i... no nie przekonuje mnie to. Impreza to impreza, ale festiwal piosenki europejskiej w moim odczuciu powinien reprezentować coś innego. Nie wiem, nie znam się, nie orientuję się.

- Maja -

23/03/17

Fidanzate dell'est / Powody do wybrania dziewczyny ze wschodu


Potevamo forse non parlare del tema caldo di ieri?
Ovviamente dove, se non qui, potevamo parlare di fidanzate dell'est?
La prima volta che ho visto questo screenshot mi sono fatto una risata pensando alle gag dell'Oltreuomo, poi in realtà ho visto che c'è il logo di Rai1, e solo in un secondo momento ho fatto le dovute riflessioni a cui poi sono giunti buona parte degli italiani (e per fortuna).
E' deprimente che ancora ci siano autori pagati per parlare di queste cose, per farlo in questa maniera, e con loro i relativi presentatori (in questo caso, Paola Perego) e ospiti in studio. Ma tutto questo rientra nel genere di cose che fanno parte di programmi come Parliamone... Sabato o La vita in diretta. Perché è ancora giusto scandalizzarsi? Perché paghiamo il canone (si, ora che me l'avete messo in bolletta lo pago anche io) (e a breve lo smezzerò con la Maja, che non risiede qui ma il canone se lo becca lo stesso, tié) e perché la TV privata può anche fare del trash, se lo vuole, ma quella pubblica no. Ok, se il popolo non vuole cultura ma vuole brioches ok... ma queste cose no, non piacciono neanche agli analfabeti funzionali del Belpaese, perché alle ciozze italiane dà comunque fastidio sentirsi messe in secondo piano rispetto alle fregne dell'est.
(Ma la Maja quanto starà capendo di tutto questo? Boh.)
Comunque, se riusciamo a decontestualizzare la cosa (come purtroppo generalmente non riesce a fare il pubblico medio di casalinghe di Rai1) e riportarla al livello di gag stile Oltreuomo (ma gag che fa ridere, a differenza di quelle dell'Oltreuomo che non mi fanno più ridere dal 2013) possiamo allora riderne anche noi (e usare meno parentesi).
E venendo al dunque: è vero o no? So che alla fine ce ne frega di questo: c'è del vero in questi sei motivi?
1) Non lo so (e non lo voglio sapere). Ovvero: se stiamo generalizzando da Lubiana alla Siberia, dalla Lettonia alla Bulgaria... come si fa a farne una regola? Esistono milfone incredibili con 3-4 figli che picchiano sui 50, come comodini che non prendono neanche alla Caritas ad appena 30. Certo è che in linea di massima "nell'est" si figlia prima che in Italia, e generalmente, chi figlia prima conserva/recupera meglio il "fisico marmoreo"... quindi, più che geografia è età media del primo parto.
Ma per quanto mi riguarda, ripeto: non so e non ne voglio sapere.
2) No. Vi garantisco: non è così.
3) No. E dovreste vedere la faccia che ha fatto la Maja quando ha letto questa cosa. Era una roba tipo "uso tutti i coltelli da cucina su di te e poi apro anche la cassetta degli attrezzi e ti finisco con le brugoline dell'Ikea" che mi sono visto sepolto nel cortile di una fabbrica di legname nel voivodato di Świętokrzyskie.
4) No. O perlomeno, non se glielo dichiari apertamente.
5) Devo dare merito alla Maja che è molto brava, anche se prima di ordinare il ferro da stiro da Amazon vorrei essere sicuro che sia davvero capace di stirare. Comunque, non ha imparato in casa sua ma allo studentato di Łódź (vera scuola di vita: se tornassi indietro, Erasmus in Polonia).
6) Anche sull'ultimo punto devo constatare che c'è del vero... anche se talvolta nel sonno si attacca come se io fossi un termosifone.

Insomma: 2/6, anche l'esperienza personale conferma che è solo una lista di cazzate per ridere. E ora che Parliamone... Sabato è stato chiuso, siamo un po' più sereni. Poco, ma un po' di più. Una cosa a alla volta, prima o poi li chiudiamo tutti.
- Atti -



We Włoszech po internecie (za sprawą telewizji publicznej) krąży powyższy jpg, który przedstawia powody do wybrania dziewczyny ze wschodu. Nadmienię, że dla Włochów Polska też jest wschodem :) Pomińmy kwestię takich tekstów w telewizji publicznej... Zrobiliśmy z Enrico porównanie - stereotyp a rzeczywistość. No bo kto lepiej zrobi takie porównanie jak nie my? :D

1. Wszystkie są mamami, ale po urodzeniu dziecka powracają do dobrego wyglądu
Cóż, tutaj swojego przykładu nie podam i mam nadzieje długo go jeszcze nie podawać. Ale fakt jest taki, że w Polsce kobiety szybciej stają się mamami więc nie dziwne, że po porodzie wracają do formy. Znam osobiście młode mamy, na które patrzy się bardzo przyjemnie. Ale to nie jest zasada. Zależy od osoby. Swoją drogą znam też młode Włoszki-mamy, które są niczego sobie (podobnie jak polskie mamuśki, które cóż... potrzebują chyba więcej czasu dla siebie...)

2. Są zawsze sexy. Żadnych dresów i brzydkich piżam
Hmm, jak to piszę, to leżę pod kocem w legginsach, koszulce i bluzie Enrico. Zdarza mi się spać w dziecięcej piżamie w różowe groszki z równie różowym misiem (i kokardką!). Także cóż, nic dodać nie trzeba.

3. Wybaczają zdrady
Nie. Nie. Nie. Jestem za kastracją pedofili i zdradzających. Takich rzeczy się po prostu nie robi. Kiedy Enrico mi to pokazał, spojrzałam na niego z mordem w oczach - zrozumiał szybko (na jego szczęście).

4. Pozwalają swoim mężczyznom na rządzenie w związku
Pomimo tego, że zgadzam się prawie zawsze na prawie wszystko, to jednak się nie porządzi. Po prostu nie uznaję odmawiania dla zasady. Jak mi się coś nie podoba, to muszę to powiedzieć, bo inaczej by mnie chyba rozniosło. A potem postawić na swoim.

5. Są perfekcyjnymi paniami domu, uczą się prac domowych od najmłodszych lat
Cóż, według Attiego to prawda (dobrze, że ma małe wymagania). W sumie jak tak się rozejrzę, to mieszkanie czyste (w miarę) i lodówka pełna (też w miarę). Ja bym miała trochę zastrzeżeń, no ale... upierać się nie będę. Jeśli chodzi o naukę prac domowych w dzieciństwie - zazwyczaj tak to działa, no ale ja akurat dopóki mieszkałam z rodzicami za bardzo się pracami domowymi "dla kobiet" nie przejmowałam.

6. Nie biadolą, nie przyklejają się, nie dąsają się.
Hmmm, to zależy :D Przyklejać się czasem przyklejam jednak, on ale to tak wiecie, okazjonalnie. Co do reszty... staram się jednak tego nie robić (przede wszystkim to nie mam powodów ku temu), ale nigdy nic nie wiadomo :D

I tak właśnie widać, ile warte są stereotypy. Niewiele. Ale pośmiać się można. I na tym koniec. Wiara w stereotypy jest jednak pewnym ograniczeniem. Taki mały morał umieszczony między wierszami :)

- Maja -

16/03/17

Sanremo / Festiwal Piosenki Włoskiej w Sanremo



Qualche settimana fa ho acceso la TV e c'era Sanremo. Come si fa a spiegare Sanremo?
Sanremo è il Festival della Canzone Italiana che si svolge a Sanremo, cittadina sul mare in Liguria, e quindi in teoria dovrebbe rappresentare la musica italiana. In realtà, con il passare del tempo, la "canzone italiana", e anche ciò che viene considerato "musica italiana" ha preso una direzione diversa dalla musica che producono o ascoltano gli italiani.
Ormai Sanremo è una cosa a sé, un genere a sé, che coincide solo parzialmente con la musica in classifica o con quella che viene passata in radio.
La "canzone di Sanremo" è più o meno sempre la stessa, almeno 14/15 canzoni su 22 seguono la stessa struttura: partenza lenta con pianoforte/tastiere, strofa cantata bassa e piano, poi ritornello che si apre, subentra la batteria e comincia a suonare tutta l'orchestra, si inizia a cantare usando tutta la voce... e si parla più o meno sempre solo d'amore (felice eccezione il podio 2017).
Gli artisti di Sanremo (che quest'anno sono stati 22, troppi) sono uno zibaldone di artisti decaduti che piacciono ai genitori/giovani nonni (di cui trovi i CD nel cestone dei supermercati in offerta), nuovi talenti dei talent (semi sconosciuti), e qualche rapper giusto per dire che "yo! siamo giovani anche noi, ci stiamo dentro!".
Poi a volte c'è anche quello davvero, purtroppo semisconosciuto ai più, che appena esce il comunicato stampa della Rai è già massacrato di "e chi cazzo è?" nonostante magari abbia centinaia di migliaia di meritatissime views su youtube.
Anche se, alla fine, la musica non è più il vero argomento di Sanremo... e forse non lo è mai stato. Sanremo è tutto il resto: i presentatori, le vallette, i vestiti delle vallette, le gaffe delle vallette, gli oops delle vallette... e insomma, le vallette fanno una buona parte.
Mezza Italia si riversa nella città di Sanremo (a fare cosa? boh, tutti giornalisti) e l'altra mezza Italia si attacca al televisore e guarda Sanremo, twitta su Sanremo, critica Sanremo, e anche chi proprio di Sanremo non gliene frega un cazzo, ci tiene a dirtelo e fartelo sapere: Sanremo non lascia nessuno indifferente.
Per una settimana intera c'è solo e soltanto Sanremo, giornali radio e tv parlano solo di Sanremo, se vai a un concerto il cantante ringrazia il pubblico dicendo "grazie per essere qui e non a casa a guardare Sanremo", ma di solito si tende a non programmare eventi/occasioni particolari durante la serata di Sanremo.
Di solito non vince mai il favorito, a Sanremo, e molto spesso la canzone vincitrice non è la più bella o quella che verrà ricordata più a lungo. Comunque, di almeno 6-7 canzoni di Sanremo saranno riempite radio, televisioni e timeline di facebook per circa tre mesi, fino a quando, nella seconda metà di maggio inizi ad arrivare l'estate e ci si dimentica gradualmente di quasi tutti questi pezzi.
Sanremo ha anche una sezione giovane, in cui partecipi fino ai 38 anni di età, chiamata Nuove Proposte, in cui l'appiattimento più totale la fa da padrone insieme al nepotismo: la metà di questi ceffi viene dalla Accademia della musica di Sanremo e quindi sono totali raccomandati... ci sono 4-5 giovinastri tutti uguali senza talento e senza canzone, uno che è bravo davvero con una canzone bella (e che vince), una figa, e uno che fa lo scemo con una canzone scema, perché ci vuole sempre qualcuno che sdrammatizzi. Quello bravo che vince l'anno dopo va nei big, ma di solito non vince mai. (Gabbani è l'eccezione) (nel senso che non era il più bravo tra le nuove proposte, e nel senso che comunque ha fatto doppietta).
Comunque, il vincitore di Sanremo (quello dei "big", dei grandi) dovrebbe partecipare all'Eurovision, che è una cosa che qui quasi non si caga nessuno (e infatti l'abbiamo ignorato senza partecipare dal 1994 al 2010), ma a volte rinuncia perché non sa cantare in inglese, o non ha interesse nel fare una figura di merda in eurovisione. E comunque, a prescindere che ci vada il vincitore o altro classificato, noi italiani non riusciamo a tifare per uno messo lì da altri che non abbiamo votato direttamente dal quale non ci sentiamo rappresentati (ogni riferimento alla politica è puramente causale). E quindi finisce che gli tifiamo contro. Dai, ma avete sentito "Il Volo"?
E poi scusa, l'Eurovision non è Giochi Senza Frontiere, dai.
- Atti -


Wszędzie na fejsie widziałam wzmianki o Sanremo. Wszędzie. No to pytam się mojej siostry - co to jest Sanremo? Odpowiedziała mi, że jakiś tam konkurs piosenki. No ok. Potem Enrico zaczął wspominać o Sanremo, więc i jego spytałam co to takiego. No i dowiedziałam się. A nawet oglądałam!
Konkurs piosenki włoskiego, której zwycięzca reprezentuje potem Włochy na Eurowizji. Tak w skrócie. No ok - pomyślałam - z tego co kojarzę (ale od dawna już nie śledzę), w Polsce mamy coś podobnego, co potem kończy się na Eurowizji. 
Ale to nie takie proste.
W Polsce (jeśli mnie pamięć nie myli) całość trwa jeden wieczór. No wiadomo, wcześniej wielkie rozdmuchanie tematu w TV, piosenki kandydujące, które krążą wszędzie. Prawie nikt nie śpiewa po Polsku. Dobrze, jeżeli to w ogóle są Polacy. Nie, to nie kwestia dyskryminacji! Ale jeżeli chcemy reprezentować swój kraj, to dlaczego śpiewamy po angielsku? Ok, ktoś się czuję Polakiem z wielu względów choć nim nie jest "z dziada pradziada" - nie ma sprawy. Jednak w moim mniemaniu, jeśli reprezentujemy swój kraj, to powinniśmy używać do tego swojego języka. Ja rozumiem, że tak jest bardziej światowo. No ale jednak...
We Włoszech tak szybko to nie idzie. Sanremo trwa tydzień. Po co się śpieszyć - widział ktoś, żeby Włosi się z czymkolwiek spieszyli? Ja nie. Ani kiedy czekałam na przyjeżdżającego po mnie Enrico, ani kiedy przychodziłam spóźniona na zajęcia, po czym czekałam na jeszcze bardziej spóźnionego wykładowcę. Tak więc tydzień. I o niczym innym nic nie wiadomo, bo we Włoszech istnieje tylko Sanremo. Ale... Przynajmniej śpiewają po włosku! To, co mi się spodobało najbardziej - w końcu to Włochy, konkurs włoskiej piosenki, na Eurowizji zwycięzca będzie reprezentował Włochy, więc śpiewają w swoim języku narodowym! To mnie urzekło, serio.
Tyle z rzeczy czysto technicznych. Chcemy porozmawiać o poziomie prezentowanym w Sanremo i jego polskim odpowiedniku? Cóż, specjalistką to ja nie jestem, ale spróbuję powiedzieć coś od siebie.
Piosenki w Polsce... Z reguły opowiadajace o nieszczęśliwej miłości, papki łatwo przyswajalne przez radio i przeciętnego odbiorcy. Choć muszę przyznać, że rok temu Michał Szpak pokazał coś zupełnie innego - nie tylko jeżeli mówimy o powierzchownym ujęciu show, ale też o samym tekście. Jednak generalnie - łatwo przyswajalny materiał, bez większych ambicji artystycznych.
Sanremo? No cóż, tutaj... podobnie. Piosenki o miłości (ah ci romantyczni Włosi; no dobra, wcale nie tacy romantyczni, ale takie wrażenie sprawiają) - reszta jak wyżej. Ale, ale - w tym roku zwycięzca wcale smętów o nieszczęśliwym zakochaniu nie śpiewał! Jak dla mnie na plus.
Ale nie zmienia to faktu, że już zaczyna się przejadać - ciągle w radio jak i telewizji (podobnie, jak i reszta uczestników festiwalu).
No a poza tym, wielki szał na zwycięzców (liczba mnoga, ponieważ mówię o włoskim Sanremo i polskiej Eurowizji) i ich piosenki. Nagle stają się sławni (zazwyczaj byli już wcześniej, ale teraz już w ogóle fejm na całego) i świecą wszędzie jak #milionymonet. Szał, szał, szał (i tak kilka miesięcy) i po szale. Nikt nic nie pamięta.
Takie 5 minut sławy XXI wieku. Zaśpiewaj coś na festiwalu. Coś, co spodoba się wszystkim (niby nie da się dogodzić wszystkim, ale chociaż demokratycznie - większości). Będzie o Tobie głośno. A potem wszyscy zapomną. Takie czasy - intensywnie i szybko. I tyczy się to też muzyki. Nawet festiwalu włoskiej piosenki.
Swoją drogą wiele razy słyszałam, że muzyka włoska taka wspaniała, ah i oh. Najczęściej od osób, które Włochy poznały tylko jedząc w Polsce pizzę i makaron. Jeżeli mam się wypowiedzieć jako przeciętny odbiorca, w żaden sposób nie związany z muzyką, a jedynie obserwujący od czasu do czasu, co się na scenie muzycznej dzieje (choć rzadko), wcale bym się tak nie zachwycała. Według mnie, rzeczywistość włoskiej muzyki, wcale się od tej polskiej wiele nie różni.
- Maja -