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21/08/17

[#AttijewskaTrip] Łódź

A Lodz si tifa Widzew / Jedyna rzecz, jaką słyszał Enrico o Łodzi :D

Benché siamo molto lontani dalle ferie (nel senso che le abbiamo finite quasi due mesi fa), è ora di continuare il nostro racconto... anche perché voi magari in ferie ci siete ancora, quindi ci sta benissimo.
Andando a ritroso, prima di Bratislava, siamo stati a Lodz... che si pronuncia proprio "lodz" se usate il nome inglese, ma si dice "uch" se usate il nome polacco.

Lodz è una cittadina post-industriale poco ridente ma molto divertente. Il governo polacco sta investendo parecchio nella riconversione di questo ex-polo industriale, e quindi la città si sta rimodernando ad un ritmo altissimo. La Maja, dopo appena 10 mesi che non passava in città, era di continuo a dire "ma questo qui non c'era, questo non era così" ecc. ecc.
A Lodz ci sono 700mila abitanti, che la fanno una delle più grosse città della Polonia, e un po' di Università. E' appena stata rifatta la stazione dei treni (ora dovranno fare i treni, però... nel senso che bisognerà servire un po' meglio il resto della Polonia) e c'è un bellissimo centro commerciale (Manufaktura) che è un grande come un quartiere, dove all'interno trovano anche posto cinema, locali, attività per bambini, insomma non è solo il posto per fare la spesa che tutti in fondo amiamo e odiamo allo stesso tempo, da buoni occidentali figli del capitalismo.
Ma la cosa più bella di Lodz, in particolare se te la mostra uno studente universitario, è senza dubbio la Piotrkowska: 4 km (anche se wikipedia dice 7) di monumenti, piazzette, locali, negozi, locali, gente che beve, locali, locali.
Poi a Lodz si gira bene perché ci sono gli autobus e i tram.
I prezzi sono ancora buoni, comparati con il resto della Polonia. Tanti giovani (come in tutte le città universitarie) e anche tanta cordialità. In giro si parla inglese senza troppi problemi.
Insomma, non ho fatto l'Erasmus, ma se dovessi farlo ora, Lodz tutta la vita. (Oppure Cracovia).
Discorso a parte meriterebbe il mondo "studentato" ma questo forse è un capitolo per conto suo... ok, vi lascio al racconto della Maja, che avendo vissuto lì per 4 anni, avrà un punto di vista diverso.

- Atti -





Trochę czasu minęło, co? To teraz (skoro już stosujemy chronologię wsteczną) czas na Łódź. W sumie byliśmy tam dwa razy. Pierwszy raz - żebym zdała egzamin. Drugi - w celach czysto towarzyskich ;)
Łódź jest dla mnie super miejscem. Spędziłam tu 4 lata i choć postrzegana jest jako szare, brzydkie miasto - ja tak nie uważam!
Po 10 miesiącach nieobecności co chwila nie mogłam się nadziwić, ile się zmieniło! Serio, zupełnie inna komunikacja miejska, nowe budynki, kolejne remonty (to akurat jak zawsze, ale faktem jestm, że remontują teraz inne rzeczy!). Aż szkoda, że miałam tak mało czasu na przyjrzenie się wszystkim zmianom.
W każdym razie dobrze się tam żyło. I fajnie się ją pokazywało Enrico.
Nawet zakupy w Manufakturze zrobił! W swojej części się nie przyznał, ale odwiedziliśmy House, gdzie dokonał shoppingu. Ok, to ja się dłużej po sklepach kręciłam, ale to on coś kupił :D Cóż, takie sieciówki z polskimi cenami to fajna sprawa dla kogoś, kto pracuje w kraju z Euro :P
Ba, kiedy przyjechaliśmy drugi raz, kolację nawet tam zjedliśmy - Manufaktura dobra na wszystko :D
Ale to, co chciałam mu pokazać przede wszystkim - Piotrkowska. Przyjechaliśmy do Łodzi w poniedziałek i wyjechaliśmy w środę. Czyli dwa wieczory spędzone na miejscu. Obydwa na Piotrkowskiej, bo gdzieżby indziej? Bary, dyskoteki (no dobra, w tych dniach dyskoteki raczej były nieczynnem ale bary działały jak najbardziej!) i ogólnie ulica pełna życia. Nawet w poniedziałkową noc. Rzecz jasna nie tak bardzo jak w weekend w trakcie roku akademickiego ;) Ale pusto nie było.

Dużo mogłabym napisać na temat Łodzi. Ale nie zmieściłoby się tutaj :) I byłoby dosyć nieobiektywne, bo czuję do tego miasta wielki sentyment. W każdym razie to dla mnie miejsce, w którym naprawdę coś się dzieje. I nie mogę się doczekać, kiedy tam wrócę w odwiedziny :)

-Maja-

13/06/17

[#AttijewskaTrip] Aperto per ferie / Otwarte podczas wakacji




Ebbene si, neanche inizia l'estate giugno e per noi è già il tempo di andare in ferie. Tralasciando i motivi che vi spiegherà la Maja in polacco, per noi sarà occasione per visitare Praga, parte della Polonia, e Bratislava.
Seguiteci nelle nostre avventure! Forse scriveremo qualche post, forse no, quindi il modo migliore è seguirci su Facebook ( www.facebook.com/wlochypolonia ) e nei nostri account Instagram ( @enricoatti e @maja_mac ) perché prevalentemente il nostro pigro racconto di viaggio prediligerà foto a cazzo di cane accompagnate da brevi didascalie poco esplicative.
Hashtag: #AttijewskaTrip

Perlomeno, io farò così.
- Atti -

Sesja, sesja, a my na wakacje!
No dobra, tak na serio, to muszę pojechać do Polski zdać egzamin z zeszłego semestru. I tak od słowa do słowa, doszliśmy do wniosku, że możemy ten fakt wykorzystać. Enrico Polskę już zwiedzał (nawet widział miejsca, których ja nie widziałam!). Ale nie okolice w których się wychowałam i gdzie studiowałam. Więc jest okazja :) Po drodze zahaczymy o Pragę i Bratysławę.
Nie wiem jeszcze, czy ten wypoczynek* da nam zastrzyk weny i kreatywności, czy nas rozleniwi do reszty. W każdym razie Ati podlinkował wyżej nasze social media - zaglądajcie!
(ja na pewno niczym nastolatka będę wrzucać sporo instastories; pewnie i kilka snapów <@may9313> zrobię, a co!)

(*ok, tak na serio to jestem w połowie mojej ostatniej sesji na studiach - równo w połowie naszego wyjazdu mam egzamin, a potem we Włoszech co najmniej jeden + pisanie magisterki bla bla bla)
Hashtag: #AttijewskaTrip

- Maja -




Instagram Atti @enricoatti

Instagram Maja 
@maja_mac 

Snapchat Maja @may9313

Hashtag: #AttijewskaTrip


23/03/17

Fidanzate dell'est / Powody do wybrania dziewczyny ze wschodu


Potevamo forse non parlare del tema caldo di ieri?
Ovviamente dove, se non qui, potevamo parlare di fidanzate dell'est?
La prima volta che ho visto questo screenshot mi sono fatto una risata pensando alle gag dell'Oltreuomo, poi in realtà ho visto che c'è il logo di Rai1, e solo in un secondo momento ho fatto le dovute riflessioni a cui poi sono giunti buona parte degli italiani (e per fortuna).
E' deprimente che ancora ci siano autori pagati per parlare di queste cose, per farlo in questa maniera, e con loro i relativi presentatori (in questo caso, Paola Perego) e ospiti in studio. Ma tutto questo rientra nel genere di cose che fanno parte di programmi come Parliamone... Sabato o La vita in diretta. Perché è ancora giusto scandalizzarsi? Perché paghiamo il canone (si, ora che me l'avete messo in bolletta lo pago anche io) (e a breve lo smezzerò con la Maja, che non risiede qui ma il canone se lo becca lo stesso, tié) e perché la TV privata può anche fare del trash, se lo vuole, ma quella pubblica no. Ok, se il popolo non vuole cultura ma vuole brioches ok... ma queste cose no, non piacciono neanche agli analfabeti funzionali del Belpaese, perché alle ciozze italiane dà comunque fastidio sentirsi messe in secondo piano rispetto alle fregne dell'est.
(Ma la Maja quanto starà capendo di tutto questo? Boh.)
Comunque, se riusciamo a decontestualizzare la cosa (come purtroppo generalmente non riesce a fare il pubblico medio di casalinghe di Rai1) e riportarla al livello di gag stile Oltreuomo (ma gag che fa ridere, a differenza di quelle dell'Oltreuomo che non mi fanno più ridere dal 2013) possiamo allora riderne anche noi (e usare meno parentesi).
E venendo al dunque: è vero o no? So che alla fine ce ne frega di questo: c'è del vero in questi sei motivi?
1) Non lo so (e non lo voglio sapere). Ovvero: se stiamo generalizzando da Lubiana alla Siberia, dalla Lettonia alla Bulgaria... come si fa a farne una regola? Esistono milfone incredibili con 3-4 figli che picchiano sui 50, come comodini che non prendono neanche alla Caritas ad appena 30. Certo è che in linea di massima "nell'est" si figlia prima che in Italia, e generalmente, chi figlia prima conserva/recupera meglio il "fisico marmoreo"... quindi, più che geografia è età media del primo parto.
Ma per quanto mi riguarda, ripeto: non so e non ne voglio sapere.
2) No. Vi garantisco: non è così.
3) No. E dovreste vedere la faccia che ha fatto la Maja quando ha letto questa cosa. Era una roba tipo "uso tutti i coltelli da cucina su di te e poi apro anche la cassetta degli attrezzi e ti finisco con le brugoline dell'Ikea" che mi sono visto sepolto nel cortile di una fabbrica di legname nel voivodato di Świętokrzyskie.
4) No. O perlomeno, non se glielo dichiari apertamente.
5) Devo dare merito alla Maja che è molto brava, anche se prima di ordinare il ferro da stiro da Amazon vorrei essere sicuro che sia davvero capace di stirare. Comunque, non ha imparato in casa sua ma allo studentato di Łódź (vera scuola di vita: se tornassi indietro, Erasmus in Polonia).
6) Anche sull'ultimo punto devo constatare che c'è del vero... anche se talvolta nel sonno si attacca come se io fossi un termosifone.

Insomma: 2/6, anche l'esperienza personale conferma che è solo una lista di cazzate per ridere. E ora che Parliamone... Sabato è stato chiuso, siamo un po' più sereni. Poco, ma un po' di più. Una cosa a alla volta, prima o poi li chiudiamo tutti.
- Atti -



We Włoszech po internecie (za sprawą telewizji publicznej) krąży powyższy jpg, który przedstawia powody do wybrania dziewczyny ze wschodu. Nadmienię, że dla Włochów Polska też jest wschodem :) Pomińmy kwestię takich tekstów w telewizji publicznej... Zrobiliśmy z Enrico porównanie - stereotyp a rzeczywistość. No bo kto lepiej zrobi takie porównanie jak nie my? :D

1. Wszystkie są mamami, ale po urodzeniu dziecka powracają do dobrego wyglądu
Cóż, tutaj swojego przykładu nie podam i mam nadzieje długo go jeszcze nie podawać. Ale fakt jest taki, że w Polsce kobiety szybciej stają się mamami więc nie dziwne, że po porodzie wracają do formy. Znam osobiście młode mamy, na które patrzy się bardzo przyjemnie. Ale to nie jest zasada. Zależy od osoby. Swoją drogą znam też młode Włoszki-mamy, które są niczego sobie (podobnie jak polskie mamuśki, które cóż... potrzebują chyba więcej czasu dla siebie...)

2. Są zawsze sexy. Żadnych dresów i brzydkich piżam
Hmm, jak to piszę, to leżę pod kocem w legginsach, koszulce i bluzie Enrico. Zdarza mi się spać w dziecięcej piżamie w różowe groszki z równie różowym misiem (i kokardką!). Także cóż, nic dodać nie trzeba.

3. Wybaczają zdrady
Nie. Nie. Nie. Jestem za kastracją pedofili i zdradzających. Takich rzeczy się po prostu nie robi. Kiedy Enrico mi to pokazał, spojrzałam na niego z mordem w oczach - zrozumiał szybko (na jego szczęście).

4. Pozwalają swoim mężczyznom na rządzenie w związku
Pomimo tego, że zgadzam się prawie zawsze na prawie wszystko, to jednak się nie porządzi. Po prostu nie uznaję odmawiania dla zasady. Jak mi się coś nie podoba, to muszę to powiedzieć, bo inaczej by mnie chyba rozniosło. A potem postawić na swoim.

5. Są perfekcyjnymi paniami domu, uczą się prac domowych od najmłodszych lat
Cóż, według Attiego to prawda (dobrze, że ma małe wymagania). W sumie jak tak się rozejrzę, to mieszkanie czyste (w miarę) i lodówka pełna (też w miarę). Ja bym miała trochę zastrzeżeń, no ale... upierać się nie będę. Jeśli chodzi o naukę prac domowych w dzieciństwie - zazwyczaj tak to działa, no ale ja akurat dopóki mieszkałam z rodzicami za bardzo się pracami domowymi "dla kobiet" nie przejmowałam.

6. Nie biadolą, nie przyklejają się, nie dąsają się.
Hmmm, to zależy :D Przyklejać się czasem przyklejam jednak, on ale to tak wiecie, okazjonalnie. Co do reszty... staram się jednak tego nie robić (przede wszystkim to nie mam powodów ku temu), ale nigdy nic nie wiadomo :D

I tak właśnie widać, ile warte są stereotypy. Niewiele. Ale pośmiać się można. I na tym koniec. Wiara w stereotypy jest jednak pewnym ograniczeniem. Taki mały morał umieszczony między wierszami :)

- Maja -

20/03/17

La laurea / Obrona pracy dyplomowej

Tipico esemplare di laureato italiano (Atti) (anche se sembra che abbia vinto il Rally di Montecarlo)


Questo post nasce su richiesta... la Maja mi ha scritto "ho raccontato di come festeggiate la laurea, perché in Polonia è tutto triste, non si festeggia sulle strade, la prova finale si fa in 10 minuti e nessuno la vede (e forse è meglio così)".
Ma come, la Polonia è un grande paese!
Vabbè, la laurea qui da noi una volta era una cosa seria... ora la danno a cani e porci (l'ho presa pure io) e alla fine con il 3+2 praticamente hanno sminuito chi fa solo i 3 anni e anche rovinato chi aggiunge il "+2". E poi con le lauree magistrali, i master, i cacchi e mazzi vari, non si capisce più niente.
E alla fine c'è solo gente che festeggia.
Il cosiddetto "esame di laurea" è una sorta di farsa, comunque: i prof hanno già letto la tua tesi (e se non l'hanno fatto, non lo faranno certo in quei 10 minuti) in cui tu cerchi di sintetizzare un lavoro di mesi e mesi e centinaia di pagine. Risultato: i tuoi amici e parenti non capiscono niente, gli altri prof della commissione capiscono poco (e forse è meglio così). Poi esci, aspetti 5 minuti, rientri, e ti dicono il voto.
E poi festa grande, ti vestono da coglione (o ti lasciano in mutande come un coglione) e ti lanciano addosso le uova, ti fanno bere una bottiglia di vino di merda, e ti fanno ubriacare. A volte però ti fanno fare un rinfresco con i parenti. A volte entrambe le cose: e converrete con me che la cosa ha anche risvolti imbarazzanti.
Soprattutto perché in queste condizioni ti viene fatto leggere il sonetto "non ufficiale" (detto anche "papiro") redatto dai tuoi amici, dove vengono elencate senza pietà tutte le tue più grandi figure di merda, i cessi che ti sei scopato, i due di picche che cercavi di nascondere, le droghe che hai preso e le volte che hai vomitato in casa di altri.
Il sonetto è scritto male e a mano, e ad ogni tuo errore di lettura sei costretto a bere dalla bottiglia di vino di merda, che ti è stata legata alla mano con lo scotch.
E' il momento in cui i tuoi genitori, che fino a poche ore prima erano fieri di te, si pentono del fatto di averti messo al mondo.
Comunque, a volte la sera stessa (se non sei finito in coma etilico), a volte qualche giorno dopo, c'è la festa con i parenti, che tendenzialmente sono cene seriose in casa/ristorante con bambini che corrono intorno al tavolo e con un momento (dopo la torta) in cui apri tutti i regali che ti hanno fatto (mentre i parenti di sesso maschile se ne sbattono e correggono il caffè con la grappa). A fine serata si avvicina anche qualcuno di loro e con fare mafioso ti allunga una busta con 50-100 euro (a volte anche qualcosa di più).
Per strada, oltre ai sonetti non ufficiali incollati con la vinavil nelle colonne del centro del tuo paese, compaiono i sonetti ufficiali (almeno, in questa zona d'Italia) ovvero annunci stile funebre con il tuo nome scritto in caratteri dorati.
Tutto ciò è il preludio alla FESTA DI LAUREA, che è forse l'unico motivo che spinge a proseguire in questa giungla di corsi, esami e CFU.
La festa di laurea la organizzi tu, magari insieme a uno o più amici, e la paghi tu. Cioè, i tuoi genitori.
Come dopo la proclamazione, tu cerchi di vestirti bene, ma dopo neanche 90 minuti di festa sei già completamente ubriaco, vestito da coglione e stai leggendo (o rileggendo) il tuo sonetto.
Insomma, ti sei laureato tu, ma la festa vera è degli altri.
Se hai una partner, questo diventa automaticamente l'addetto a tenerti dietro e reggerti la fronte mentre vomiti l'anima.
Gli altri, quando non sono nelle tue stesse condizioni, bevono, ballano, e ogni tanto rimorchiano e scopano.
La più bella festa di laurea è sempre quella degli altri. #maiunagioia .
- Atti -



Kiedy przyjechałam do Włoch i przemierzałam ulice Bolonii pomiędzy wydziałami widziałam dziwne rzeczy. Przebranych ludzi z jakimiś liściami na głowie i pełno konfetti. I dużo wina. Zachodziłam w głowę, o co tu chodzi, aż w końcu zaświtał mi pomysł, że może tak się świętuje wyczekiwaną obronę? To było jedyne sensowne wytłumaczenie. Jakiś czas później spytałam Enrico, czy naprawdę tak wygląda zakończenie studiów. Potwierdził.
Żarty robione przez znajomych, picie wina na ulicy (na marginesie - we Włoszech nie jest to zakazane, podczas kiedy ja w Polsce ze znajomymi, chcąc oszczędzić na balowaniu, musieliśmy się chować po bramach i uważać, żeby czasem na dostać mandatu) - tak Włosi świętują uzyskanie dyplomu. Cóż, nie da się ukryć, że lubią się bawić ;)
Któregoś dnia podczas rozmowy na temat moich studiów (jestem na ostatnim semestrze) i ogólnej dyskusji pt. "co ja zrobię ze swoim życiem", Enrico stwierdził, że chce być na mojej obronie i widzieć mnie z tymi dziwnymi liściami na głowie.
Hm.
Zapytałam, jak wygląda obrona we Włoszech. Okazało się, że na obronę można zaprosić swoich bliskich, którzy oglądają, jak się bronisz rękami i nogami przed komisją. Taka w sumie oficjalna sprawa.
No cóż, jasne, że może być na mojej obronie, ale...
Wspominając obronę licencjatu, oznacza to dla niego czekanie ze mną i resztą (nie)szczęśliwców na korytarzu. Ja go opuszczę na jakieś +/- 10 minut, kiedy wyczytają moje nazwisko, odpowiem w sali przed komisją na kilka pytań i wyjdę. A potem znowu czekamy, aż wszystkich do sali zawołają, odczytają wyniki, pogratulują i do widzenia.
Smutne.
A potem... No żadnych liści, żadnego konfetti. Potem to można sobie pójść do baru. Przemierzyć całą łódzką Piotrkowską i się napić piwa. Albo dwóch. Ewentualnie dziesięciu.
Smutne.

(I to powód, dla którego moja część tego wpisu jest krótsza od tej włoskiej. No dobra, ja nie umiem pisać książek...)

Jednak Włosi pod tym względem bawią się bardziej efektownie. W głowie zrodził mi się nonkonformistyczny pomysł świętowania w Polsce swojej obrony (jak już do niej dojdzie, jestem dobrej myśli - nadzieja umiera ostatnia) we włoskim stylu. Najwyżej będą na mnie dziwne patrzeć. Może nawet znajdę się na łódzkim spotted. A co tam, i tak emigruję.
- Maja -