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26/04/17

La Pasqua / Wielkanoc

Tazza pasquale ricevuta in omaggio con l'uovo pasquale da Atti a Londra (poco prima di iniziare il fioretto della birra)

La Pasqua. La Maja ci teneva a parlare di questo. In realtà, la Pasqua "italiana" non mi pare molto diversa da quella polacca... qui le scuole cominciano a stare a casa dal giovedì (se ricordo bene), e dal lavoro in ufficio dal venerdì mattina o pomeriggio... non sempre, non sempre per forza, ma spesso è possibile.
Prima delle feste si compra l'uovo di Pasqua di cioccolata per i bambini con dentro le sorprese (i bambini ricchi hanno i giocattoli belli di marca, i bambini poveri giocattoli schifosi di plastica che si rompono poco dopo il montaggio, se non addirittura durante il montaggio stesso - si, io ero un bimbo "povero"). L'uovo lo comprano anche gli adulti, però.
Si comprano anche i coniglietti di cioccolata e la colomba di cioccolata, che alla fine è un dolce normale (e neanche troppo buono) dalla forma dubbia e ambigua.
I cattolici praticanti al venerdì vanno alle funzioni religiose dalla morte di Gesù, e il venerdì non mangiano carne (o digiunano del tutto).
Al sabato vanno a far benedire le uova (quelle vere, non di cioccolata), fanno eventuali altre funzioni religiose, e al sabato sera si sparano una supermessa di mezzanotte che dura almeno un paio d'ore.
Con la messa di mezzanotte Gesù Cristo è risorto, alleluia! Terminano i "fioretti pasquali", quei sacrifici di 40 giorni in cui dovresti privarti di qualcosa a cui tieni e invece la gente di solita fa le diete e quindi si priva volontariamente di qualcosa a cui tiene (il cibo) ma per privarsi di qualcosa a cui non tiene (la pancia), quindi alla fine non sarebbe un vero e proprio fioretto.
(Ma nel 2011 ho rinunciato alla birra, e vi assicuro che sono stati 32 giorni d'inferno - si, solo 32 perché ho iniziato la quaresima in leggero ritardo causa trasferta in terra anglosassone, e se mi togliete la birra a Londra, non bevo più niente).
Tuttavia, dicevamo: alleluia alleluia, è risorto Gesù! I bambini aprono l'uovo di Pasqua e vanno a messa alla domenica mattina, in una messa leggermente più allegra e lunga del solito. E poi, il cliché dei cliché: il pranzo di Pasqua dai parenti, lunghissimo e pesantissimo e a base di carne.
In alcune famiglie questo è obbligatorio tanto quanto il cenone di Natale, nella mia ne ho saltati 3 negli ultimi 5 anni senza che si offendesse nessuno, usando come scusa "Natale con chi vuoi, Pasqua con chi vuoi" mentre prenotavo Ryanair in giro per l'Europa. Ma ripeto: dipende da famiglia a famiglia, in alcune verrebbe interpretato come una cosa offensiva (tipo Casa Surace, per intenderci). 
Ci si scambia auguri con persone che non si sentono da un sacco, e di solito si viene taggati da cinquantenni su facebook in immagini con uova, conigli, pulcini, e gattini, in tonalità pastello, con prevalenza di giallo, verde, azzurro e con scritto "Buona Pasqua". Nelle versioni più cattoliche le uova e i pulcini sono sostitute da Madonne, Crocofissi, Gesù, eccetera.
Comunque, smaltito il pranzone di Pasqua (o forse no) c'è il lunedì di Pasquetta, tradizionale giornata di gite fuoriporta al mare/in montagna, pic nic, altri pranzi con amici e altri parenti, e insomma tanti utili occasioni per bloccarsi in coda sulle autostrade e tangenziali d'Italia. Sulla Pasquetta c'è il luogo comune (cioè, i meme) sul fatto che piova sempre. Ovviamente non è statisticamente vero.
Poi il lunedì sera finisce tutti, e il martedì si torna al lavoro, e cominciano i riti del "oddio devo mettermi a dieta" - "oddio la prova costume" eccetera eccetera.
A me della Pasqua piace solo che generalmente capita di primavera (quando capita a fine marzo a volte fa ancora molto freddo), per il resto ho un infelice ricordo d'infanzia fatto di sole, prati, margherite, e io che triste devo avviarmi a rinchiudermi in chiesa per un qualche funzione religiosa.
Ora che sono cresciuto, vado a rinchiudermi nelle code in autostrada, ma comunque invoco le divinità.
- Atti -


Niedawno minęła moja pierwsza Wielkanoc we Włoszech. W sumie niby nic takiego, bo mnie raczej święta nigdy za bardzo nie obchodziły, ale jednak byłam ciekawa, jak to tutaj wygląda, czym się różni od polskiej Wielkanocy itp itd.
Zacznijmy od pogody - z tego co mi wiadomo, ostatnimi czasy w Polsce spadł śnieg... To już nie peirwszy raz, kiedy pogoda myli święta, i to Wielkanoc jest biała zamiast Bożego Narodzenia. Tutaj mieliśmy ciepło :) Sorry, taki mamy klimat, nawet już zdążyłam się miejscami przypalić :D (Ale to juz po świętach).
W moim domu rodzinnym zawsze malowało się jaja. Ok, malował je mój tata. Zawsze miał największą frajdę właśnie z tego. Mnie to nigdy nie obchodziło, ale zawsze wybierałam te najładniejsze kolory, jak już zasiadałam do stołu :D Tutaj... Zero jaj. Jedynie to czekoladowe. Taka większa forma Kinder Niespodzianki w sumie. Jedzonko też dobre, ale królka w Polsce to nie jadłam. A nie, raz. Jak mama z Włoch przysłała. A tutak przy stole wielkanocnym króliczek "u Was się pewnie nie je takich rzeczy, więc jak Ci nie smakuje to nie jedz". Zjadłam. Ja zjem wszystko. A królik był dobry!
A czekoladowe jajo z wielkanocy skończyliśmy dzisiaj.
Jeśli chodzi o sprawy kościelne, to ja w nich zbyt biegła nie jestem. Ale w Polsce wiadomo - święconka, kiełbaska (o, przecież mamy zamrożoną polską kiełbasę! właśnie sobie przypomniałam :D ), baranek, jajeczka, pieprz, sól i wyścig "kto zrobi ładniejszy koszyczek". Tutaj tego nie widziałam. Bo my w sumie święta potraktowaliśmy jako okazję do obijania się. W sumie weekend jak weekend, tylko że jeszcze poniedziałek wolny.
Właśnie - poniedziałek. Pierwszy raz w życiu nie toczyłam bitwy wodnej. Co roku schodziłam po cichu po schodach z butelką wody, a na dole czekał już tata. Pomimo tego, że on miał zawsze butelkę 0,5 l, a ja 1,5 l - moja woda kończyła się szybciej. Podłoga cała zalana. Oczywiście ja uciekałam potem do siebie i nic wspólnego z suszeniem podłogi nie miałam :D Ale nie w tym roku. W tym roku przypadło mi jechać z Enrico i znajomymi nad morze. Bo tutaj tak się robi. Zjedliśmy trochę nadmorskich przysmaków, pospacerowaliśmy po plaży i wróciliśmy do siebie. Oczywiście wszędzie pełno ludzi (to popularna forma spędzania wielkanocnego poniedziałku). A potem stanie w korku. Zamiast godziny z hakiem, podróż do domu trwała trzy godziny. Powód - patrz nawias chwilę temu.

Ogólnie jednak różnice są. Chociaż Enrico twierdzi, że wszystko jest podobne, to ja się z nim nie zgadzam. Przynajmniej dla mnie te święta były zupełnie inne od poprzednich. Ale może to nie jedynie kwestia innego kraju ale i innych czynników. W każdym razie Śmigusa Dyngusa mi brakowało.
"No tak, u Was w Polsce jeszcze śnieg a Wy się wodą lejecie? Dziwny naród" - niech no ja go zabiorę do siebie na trochę, to zobaczy, że Polska to nie tylko ziemniaki... :)

- Maja -

20/03/17

La laurea / Obrona pracy dyplomowej

Tipico esemplare di laureato italiano (Atti) (anche se sembra che abbia vinto il Rally di Montecarlo)


Questo post nasce su richiesta... la Maja mi ha scritto "ho raccontato di come festeggiate la laurea, perché in Polonia è tutto triste, non si festeggia sulle strade, la prova finale si fa in 10 minuti e nessuno la vede (e forse è meglio così)".
Ma come, la Polonia è un grande paese!
Vabbè, la laurea qui da noi una volta era una cosa seria... ora la danno a cani e porci (l'ho presa pure io) e alla fine con il 3+2 praticamente hanno sminuito chi fa solo i 3 anni e anche rovinato chi aggiunge il "+2". E poi con le lauree magistrali, i master, i cacchi e mazzi vari, non si capisce più niente.
E alla fine c'è solo gente che festeggia.
Il cosiddetto "esame di laurea" è una sorta di farsa, comunque: i prof hanno già letto la tua tesi (e se non l'hanno fatto, non lo faranno certo in quei 10 minuti) in cui tu cerchi di sintetizzare un lavoro di mesi e mesi e centinaia di pagine. Risultato: i tuoi amici e parenti non capiscono niente, gli altri prof della commissione capiscono poco (e forse è meglio così). Poi esci, aspetti 5 minuti, rientri, e ti dicono il voto.
E poi festa grande, ti vestono da coglione (o ti lasciano in mutande come un coglione) e ti lanciano addosso le uova, ti fanno bere una bottiglia di vino di merda, e ti fanno ubriacare. A volte però ti fanno fare un rinfresco con i parenti. A volte entrambe le cose: e converrete con me che la cosa ha anche risvolti imbarazzanti.
Soprattutto perché in queste condizioni ti viene fatto leggere il sonetto "non ufficiale" (detto anche "papiro") redatto dai tuoi amici, dove vengono elencate senza pietà tutte le tue più grandi figure di merda, i cessi che ti sei scopato, i due di picche che cercavi di nascondere, le droghe che hai preso e le volte che hai vomitato in casa di altri.
Il sonetto è scritto male e a mano, e ad ogni tuo errore di lettura sei costretto a bere dalla bottiglia di vino di merda, che ti è stata legata alla mano con lo scotch.
E' il momento in cui i tuoi genitori, che fino a poche ore prima erano fieri di te, si pentono del fatto di averti messo al mondo.
Comunque, a volte la sera stessa (se non sei finito in coma etilico), a volte qualche giorno dopo, c'è la festa con i parenti, che tendenzialmente sono cene seriose in casa/ristorante con bambini che corrono intorno al tavolo e con un momento (dopo la torta) in cui apri tutti i regali che ti hanno fatto (mentre i parenti di sesso maschile se ne sbattono e correggono il caffè con la grappa). A fine serata si avvicina anche qualcuno di loro e con fare mafioso ti allunga una busta con 50-100 euro (a volte anche qualcosa di più).
Per strada, oltre ai sonetti non ufficiali incollati con la vinavil nelle colonne del centro del tuo paese, compaiono i sonetti ufficiali (almeno, in questa zona d'Italia) ovvero annunci stile funebre con il tuo nome scritto in caratteri dorati.
Tutto ciò è il preludio alla FESTA DI LAUREA, che è forse l'unico motivo che spinge a proseguire in questa giungla di corsi, esami e CFU.
La festa di laurea la organizzi tu, magari insieme a uno o più amici, e la paghi tu. Cioè, i tuoi genitori.
Come dopo la proclamazione, tu cerchi di vestirti bene, ma dopo neanche 90 minuti di festa sei già completamente ubriaco, vestito da coglione e stai leggendo (o rileggendo) il tuo sonetto.
Insomma, ti sei laureato tu, ma la festa vera è degli altri.
Se hai una partner, questo diventa automaticamente l'addetto a tenerti dietro e reggerti la fronte mentre vomiti l'anima.
Gli altri, quando non sono nelle tue stesse condizioni, bevono, ballano, e ogni tanto rimorchiano e scopano.
La più bella festa di laurea è sempre quella degli altri. #maiunagioia .
- Atti -



Kiedy przyjechałam do Włoch i przemierzałam ulice Bolonii pomiędzy wydziałami widziałam dziwne rzeczy. Przebranych ludzi z jakimiś liściami na głowie i pełno konfetti. I dużo wina. Zachodziłam w głowę, o co tu chodzi, aż w końcu zaświtał mi pomysł, że może tak się świętuje wyczekiwaną obronę? To było jedyne sensowne wytłumaczenie. Jakiś czas później spytałam Enrico, czy naprawdę tak wygląda zakończenie studiów. Potwierdził.
Żarty robione przez znajomych, picie wina na ulicy (na marginesie - we Włoszech nie jest to zakazane, podczas kiedy ja w Polsce ze znajomymi, chcąc oszczędzić na balowaniu, musieliśmy się chować po bramach i uważać, żeby czasem na dostać mandatu) - tak Włosi świętują uzyskanie dyplomu. Cóż, nie da się ukryć, że lubią się bawić ;)
Któregoś dnia podczas rozmowy na temat moich studiów (jestem na ostatnim semestrze) i ogólnej dyskusji pt. "co ja zrobię ze swoim życiem", Enrico stwierdził, że chce być na mojej obronie i widzieć mnie z tymi dziwnymi liściami na głowie.
Hm.
Zapytałam, jak wygląda obrona we Włoszech. Okazało się, że na obronę można zaprosić swoich bliskich, którzy oglądają, jak się bronisz rękami i nogami przed komisją. Taka w sumie oficjalna sprawa.
No cóż, jasne, że może być na mojej obronie, ale...
Wspominając obronę licencjatu, oznacza to dla niego czekanie ze mną i resztą (nie)szczęśliwców na korytarzu. Ja go opuszczę na jakieś +/- 10 minut, kiedy wyczytają moje nazwisko, odpowiem w sali przed komisją na kilka pytań i wyjdę. A potem znowu czekamy, aż wszystkich do sali zawołają, odczytają wyniki, pogratulują i do widzenia.
Smutne.
A potem... No żadnych liści, żadnego konfetti. Potem to można sobie pójść do baru. Przemierzyć całą łódzką Piotrkowską i się napić piwa. Albo dwóch. Ewentualnie dziesięciu.
Smutne.

(I to powód, dla którego moja część tego wpisu jest krótsza od tej włoskiej. No dobra, ja nie umiem pisać książek...)

Jednak Włosi pod tym względem bawią się bardziej efektownie. W głowie zrodził mi się nonkonformistyczny pomysł świętowania w Polsce swojej obrony (jak już do niej dojdzie, jestem dobrej myśli - nadzieja umiera ostatnia) we włoskim stylu. Najwyżej będą na mnie dziwne patrzeć. Może nawet znajdę się na łódzkim spotted. A co tam, i tak emigruję.
- Maja -